Tornare al nuovo: qualche riflessione e una petizione

Tempo fa, per un breve periodo, sono tornato a vivere nel quartiere dove ero cresciuto. Mai nella vita avrei creduto che potesse succedere: per vari motivi, poco prima dei trent’anni, avevo cominciato a detestare quella zona di Roma in cui tutto mi sembrava morto, ripetitivo, inutile, e in cui mi sentivo un prigioniero. Appena possibile, infatti, ne ero fuggito.
Invece a un certo punto ero di nuovo lì: mi sono guardato intorno, nella mia nuova casa, in un palazzo di quel quartiere in cui ero vissuto fin da bambino con una pena costante e segreta, e sono stato invaso da una straordinaria sensazione di felicità: tornavo da uomo libero – per mia scelta – in quel posto dove libero, dentro, non ero stato mai; sentivo, camminando, la freschezza dell’aria e guardavo il taglio che la luce faceva lungo strade che mi sembrava di vedere per la prima volta; ero cambiato, ero un altro. Respiravo questa nuova libertà, sentivo che tornare diversi in un luogo antico è come nascere, o rinascere; fare giustizia di ciò che non si è potuto vivere quando era tempo…
Racconto questo breve aneddoto personale perché mi sembra che oggi, per la scuola, valga un po’ la stessa cosa: chiedere di tornare a un sistema scolastico nazionale che abbia al centro il sapere, i contenuti, la conoscenza, che sia basato su un imparare e un insegnare sostanziali, parola per parola, non significa voler tornare indietro, a una nostalgica ‘scuola di una volta’, al ‘vecchio’, come dicono i sostenitori di quel complesso di decrepite ‘novità’ – misurazione delle ‘competenze’, didattichese, burocrazia dilagante, formalismi e formalità, metodofilia, scambio perverso tra mezzi e fini, esaltazione degli ‘strumenti’ a scapito dei contenuti e indipendentemente dalla loro effettiva utilità – che ruotano attorno al sistema dell’ ‘autonomia’. Quello che viene presentato come il ‘nuovo’, in realtà, non è che un morto conformismo, ormai ventennale, peso inutile e fine a se stesso, un coperchio ipertrofico di certificazioni, sigle, formulette astratte e adempimenti sotto il quale c’è il nulla. Tornare a una Scuola-Scuola, semplice, sostanziale, fatta di rapporti e parole ricche di senso, che trasmetta sapere e contenuti, che porti gli studenti a una serie continua di scoperte culturali, che insegni davvero, significa invece aprire orizzonti nuovi, scrollarsi di dosso una pelle morta e cominciare a respirare, finalmente.

PETIZIONE: OLTRE L’ “AUTONOMIA”, PER UNA SCUOLA NAZIONALE E DEMOCRATICA DEI SAPERI
https://www.change.org/p/oltre-l-autonomia-per-una-scuola-democratica-dei-saperi

http://chng.it/gGZqG7HCGd

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