Il Decameron e noi

Mai come in questi giorni difficili si è sentito parlare del Decameron, il capolavoro di Giovanni Boccaccio. Anche nelle scuole questo libro sembra aver acquisito una drammatica attualità; io stesso ne ho parlato più volte nelle mie classi. La vicenda è nota: in una Firenze sconvolta dall’epidemia di peste che, alla metà del Trecento, sta devastandoContinua a leggere “Il Decameron e noi”

Contro l’omologazione, per una scuola a trecentosessanta gradi

A chi dice di non demonizzare la “didattica a distanza” (nessuno ovviamente si sogna di farlo per il passato, visto che è stata l’unico modo di mantenere un legame sia pur minimo e insufficiente con i nostri studenti) e le nuove tecnologie, rispondo che ciò che bisogna evitare è l’appiattimento che aziendalisti, burocrati ed entiContinua a leggere “Contro l’omologazione, per una scuola a trecentosessanta gradi”

Resistere, riflettere…

Sembra che il mondo della scuola, di fronte all’emergenza e alla necessità di una “didattica a distanza”, si trovi in uno stato di grande incertezza e smarrimento; cosa naturalissima e comprensibile, visto che questa è una situazione nuova per tutti, largamente imprevedibile e imprevista. Ciò che però emerge dal momento di confusione che stiamo vivendoContinua a leggere “Resistere, riflettere…”

Fine della scuola?

Le parole vuote e le promesse mirabolanti passano e la scuola, da vent’anni a questa parte, va sempre peggio. Massimo Recalcati, nel libro L’ora di lezione, parla della “burocratizzazione fatale della funzione dell’insegnante, che deve sempre più rispondere alle esigenze dell’Istituzione e non a quelle degli allievi”. La diagnosi è tristemente esatta: io penso che tuttiContinua a leggere “Fine della scuola?”

Il didattichese e i disastri della metodofilia, tra vuoto e conformismo

1) A proposito di nuove metodologie, didattica per “competenze”, “flipped classroom”, “problem solving”, “cooperative learning” (e più recentemente digitalizzazione selvaggia, life skills, “learning to be”, “didattica orientativa”, AI) ecc… Bisognerebbe cominciare a dire che la passione educativa e culturale, quando è autentica, spinge gli insegnanti a cercare il metodo più adatto per condividere e rielaborareContinua a leggere “Il didattichese e i disastri della metodofilia, tra vuoto e conformismo”

“Corrispondenze” o ‘competenze’? La classe come comunità interpretante

La lezione non è un astratto delirio certificatorio pieno di ‘misurazioni’, fratture e scissioni, non è discorso in didattichese; è invece qualcosa di concreto, vivo e organico, si nutre dell’attenzione ai dettagli, della relazione tra esseri umani e della singolarità irripetibile che è capace di produrre. Vive di ‘discrezione’ e di cultura. Vediamo cosa succedeContinua a leggere ““Corrispondenze” o ‘competenze’? La classe come comunità interpretante”

Passato e presente, una proposta per la scuola

Gli esaltatori della didattica per ‘competenze’, del ruolo salvifico delle nuove tecnologie in qualunque modo utilizzate, di metodi astratti e astrusi di (non) insegnamento, della scuola dell’autonomia che diventa una macchinosa scuola-azienda iper-burocratizzata, si scontrano con la cruda realtà di un tracollo verticale delle conoscenze degli studenti, con quello delle capacità linguistiche, lessicali, logico-sintattiche, dellaContinua a leggere “Passato e presente, una proposta per la scuola”

La ‘cattiva strada’: i trapper e il tradimento degli adulti

Orribili, i contenuti dei testi dei ‘trapper’ di cui si è tanto parlato in questo periodo; eppure, dopo averne ascoltati parecchi, io ci trovo non solo e non tanto l’esaltazione delle droghe, il compiacimento della volgarità, della misoginia, del cinismo, della violenza verbale; ci vedo, invece, la stessa disperazione e lo stesso senso di vuotoContinua a leggere “La ‘cattiva strada’: i trapper e il tradimento degli adulti”

Tornare a leggere

I I giovanissimi  Per chiunque voglia guardare in faccia la realtà, è palese che da almeno un decennio – e in modo sempre più rapido negli ultimi anni – si sia realizzato un fortissimo distacco tra una parte maggioritaria del mondo giovanile e l’abitudine alla lettura dei libri, intesi nel loro valore di strumento diContinua a leggere “Tornare a leggere”

“Buonisti” e “rigoristi”

La categoria degli insegnanti è evidentemente molto debole, sostanzialmente incapace di opporsi a qualunque cosa  – dalle deliranti riforme che hanno devastato la scuola negli ultimi vent’anni, alla burocratizzazione soffocante, alle chiacchiere in didattichese che prendono il posto di qualunque autentico contenuto culturale e persino a un’enormità come la minaccia della regionalizzazione [e oggi allaContinua a leggere ““Buonisti” e “rigoristi””