Una didattica “per competenze”?

Le righe che seguono sono la rielaborazione della relazione presentata all’importante incontro di aggiornamento patrocinato da FLC Roma est, dal titolo “Come cambia la scuola?”, che si è svolto il 17 febbraio presso l’Istituto “Di Vittorio-Lattanzio” di Roma *** Le competenze sono un risultato chiuso, previsto a priori e in astratto; a pensarci, sono l’esattoContinua a leggere “Una didattica “per competenze”?”

Meno insegnamento, più business: l’equazione dell’ “innovazione”

Insegnare Insegno da prima del Duemila, potrei mostrare con innumerevoli esempi il tracollo verticale delle capacità linguistiche degli studenti, che si è intensificato negli ultimi dieci anni, fino a diventare una vera e propria catastrofe dopo gli anni della “DaD”: grafie illeggibili, ortografia e punteggiatura quasi casuali, sintassi priva di una struttura logica, mancata conoscenzaContinua a leggere “Meno insegnamento, più business: l’equazione dell’ “innovazione””

I voti, la relazione, il tatto pedagogico

È stato pubblicato sulla rivista “Le Nuove Frontiere della Scuola” (numero 64, “Il dono”) un articolo su un uso dei voti posto al servizio della crescita, scritto a quattro mani da uno psicoanalista, Alessandro Zammarelli*, e da un insegnante, Luca Malgioglio. Lo riportiamo qui in versione non integrale e senza l’apparato delle note, per ilContinua a leggere “I voti, la relazione, il tatto pedagogico”

L’insegnamento, i burocrati, il potere

Ci sono alcuni dirigenti scolastici in carriera che chiedono che gli insegnanti facciano un passo indietro, insegnino il meno possibile, si rendano sempre meno necessari per gli studenti (cosa che ha un senso, in sé, ma che richiede tutto il suo tempo), diventino dei “facilitatori”, lascino precocemente gli studenti agli “ambienti di apprendimento innovativi”. PoiContinua a leggere “L’insegnamento, i burocrati, il potere”

Le didatticomiche, 1

Dialogo inter-trans-multi stellare a ridosso di pandemia e DaD Alieno Qxhl, dal pianeta B2 di Alpha Centauri: “Ho sentito che lì da voi, in Italia, molti studenti non imparano più l’italiano e matematica”. ‘Esperto’ 1: “Sì, dipende dal fatto che gli insegnanti spiegano, fanno lezione, usano metodologie didattiche obsolete. Evidenze empiriche indiscutibili ci dicono cheContinua a leggere “Le didatticomiche, 1”

Lucio Russo, Segmenti e bastoncini. La “scuola per consumatori” e la pedemagogia

Già venticinque anni fa Lucio Russo, con Segmenti e Bastoncini (Milano, Feltrinelli, 2016 [1ª ed.1998, 2ª ed. 2000]), aveva denunciato la vera natura delle “riforme” della scuola e ne aveva previsti gli esiti. Riportiamo qui qualche passo del libro. «La grande maggioranza degli studenti della nuova scuola finirà semplicemente con l’assumere l’uno o l’altro degliContinua a leggere “Lucio Russo, Segmenti e bastoncini. La “scuola per consumatori” e la pedemagogia”

Quando si dice INDIRE. Lettera aperta alle curatrici dell’edizione italiana di World-Centred Education, di Gert Biesta

Gentili Alessandra Anichini e Laura Parigi, innanzitutto vi ringraziamo di aver curato l’edizione italiana del libro World-centred education. A View for the Present (diventato Il mondo al centro dell’educazione. Una visione per il presente, Roma, tab edizioni, 2023, con una traduzione forse non felicissima del titolo) di Gert J.J. Biesta, dei più importanti e originaliContinua a leggere “Quando si dice INDIRE. Lettera aperta alle curatrici dell’edizione italiana di World-Centred Education, di Gert Biesta”

La scuola che c’è

La centralità del nullaA sentire parlare di “centralità dello studente” potevamo illuderci che ci si fosse finalmente decisi a ridurre il numero degli studenti per classe e che gli “esperti” che parlano di scuola senza farla si fossero trasformati tutti in psicoterapeuti, capaci di comprendere le dinamiche profonde delle persone in crescita, comprese quelle cheContinua a leggere “La scuola che c’è”

Di studenti, didattica e altro

I Agli studenti piace molto quando si spiegano loro le cose, un po’ perché hanno una curiosità insopprimibile e mantengono sempre un filo di speranza nel fatto che gli adulti possano appagarla, un po’ perché mentre si dialoga si accorgono che ci si sta rivolgendo proprio a loro e si sentono considerati e rispettati nelContinua a leggere “Di studenti, didattica e altro”