
Pubblichiamo qui la mozione/opzione di minoranza sul regolamento IA elaborata dalla professoressa Luisa Pisciotta
DICHIARAZIONE DI VOTO CONTRARIO E FORMALE OPZIONE METODOLOGICA DI MINORANZA
Oggetto: Dichiarazione di voto contrario all’approvazione del “Regolamento sull’uso dell’Intelligenza Artificiale” e contestuale formale opzione per una scelta metodologica differenziata ai sensi della Legge n. 107/2015.
Gentile Dirigente, colleghi, con la presente dichiarazione, di cui si richiede l’inserimento integrale nel verbale della seduta odierna, la sottoscritta esprime il proprio voto contrario all’adozione del Regolamento in esame e, contestualmente, esercita il diritto – costituzionalmente e legislativamente garantito – di opzione metodologica di minoranza. Pertanto, rifiuta categoricamente l’integrazione, la sperimentazione e l’uso dell’Intelligenza Artificiale (IA) all’interno delle proprie ore di insegnamento, della propria programmazione e delle relative pratiche valutative.
Tale determinazione non costituisce un mero dissenso ideologico, bensì si fonda su precise, inoppugnabili e sovraordinate argomentazioni di diritto positivo.
1) Il fondamento normativo: la tutela delle opzioni minoritarie nella Legge 107/2015
La figura giuridica dell’opzione metodologica di minoranza trova formale, esplicito e definitivo riconoscimento proprio nella legge di riforma della scuola. L’articolo 1, comma 14 della Legge 13 luglio 2015, n. 107 (“Buona Scuola”), nel novellare integralmente l’articolo 3 del D.P.R. 275/1999 in materia di Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), stabilisce testualmente al comma 2:
«Il piano rispecchia le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali, tenendo conto della programmazione territoriale dell’offerta formativa e nel rispetto delle opzioni metodologiche minoritarie».
L’Art. 3, comma 3 del testo del Regolamento oggi in discussione prevede che «l’adozione di strumenti di IA deve essere coerente con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa(PTOF)». Ne consegue che, per il combinato disposto della Legge 107/2015 e del D.P.R. 275/1999, la deliberazione a maggioranza delle linee di indirizzo sull’IA non può assumere carattere monolitico o coercitivo. L’Istituzione Scolastica ha l’obbligo normativo stringente di rispettare e fare spazio alla mia esplicita opzione metodologica differenziata, che esclude totalmente la mediazione tecnologico-algoritmica dalla mia azione didattica.
2) Il principio supremo della Libertà di Insegnamento (Art. 33 Costituzione)
L’opzione minoritaria difesa dalla Legge 107/2015 è lo strumento attuativo del principio supremo sancito dall’Articolo 33, comma 1, della Costituzione Italiana:
“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.”
La libertà pedagogica del singolo docente non può essere normata, limitata o indirizzata da delibere del Collegio, né da decreti ministeriali (quali il D.M. 166/2025 richiamato in premessa), i quali restano fonti subordinate alla Carta Costituzionale.
L’adozione di sistemi di IA – pur teoricamente improntati a un approccio antropocentrico (Premessa del Regolamento) – configura il rischio concreto di una surrettizia standardizzazione dei processi cognitivi e delle metodologie di trasmissione del sapere. Rivendico la centralità della relazione interpersonale, della maieutica e del pensiero critico umano come unici e insostituibili strumenti della mia deontologia professionale, rifiutando surrogati computazionali sia nella fase di apprendimento che in quella di verifica.
3) Profili di criticità e riserve sul testo del Regolamento
Il testo del Regolamento presenta intrinseche contraddizioni di carattere tecnico e organizzativo che legittimano ulteriormente la mia astensione:
Art. 4, comma 2 (Personalizzazione ed elaborazione materiali): L’affidamento all’IA dell’analisi del rendimento degli studenti e della personalizzazione didattica confligge insanabilmente con la funzione valutativa e formativa che l’ordinamento riserva in via esclusiva al docente. L’algoritmo opera per via statistico-predittiva, l’educatore per via pedagogico-assiologica.
Art. 4, comma 1 (Approvazione del Collegio): La previsione secondo cui “qualsiasi strumento di IA utilizzato nella didattica deve essere previamente approvato dal Collegio” non inficia la mia posizione. La mia totale non-adozione non necessita di alcuna approvazione o autorizzazione assembleare, essendo protetta dall’alveo insindacabile della mia autonomia professionale (Legge 107/2015 e D.P.R. 275/1999).
Art. 13 (Aggiornamento del DVR – Valutazione dei Rischi): L’esplicito riconoscimento, all’interno del Regolamento, di rischi legati allo “stress lavoro-correlato per docenti e personale ATA” connessi all’introduzione dell’IA, mi legittima a rifiutare tali pratiche. In forza dell’Art. 2087 del Codice Civile e del D.Lgs. 81/2008, il lavoratore ha il diritto-dovere di astenersi da metodologie che il datore di lavoro stesso qualifica come vettori di rischio per la salute psicofisica, laddove non imposte in via obbligatoria da norme di rango primario.
Conclusioni e istanza di formale verbalizzazione
Per i motivi di diritto sopra esposti, la sottoscritta:
1) Esprime il proprio formale voto contrario all’approvazione del “Regolamento sull’uso dell’Intelligenza Artificiale”
2) Esercita l’opzione metodologica di minoranza ex art. 1, comma 14 della Legge 107/2015, escludendo l’uso, la sanzione o la promozione di strumenti di IA nelle proprie classi.
3) Dispone che la presente dichiarazione sia inserita integralmente nel verbale della seduta del Collegio dei Docenti in data odierna, a valere come notifica formale e piena tutela delle proprie prerogative di legge di fronte a qualsiasi eventuale azione o rilievo successivo. Fermo restando il rispetto per le determinazioni che il Collegio assumerà a maggioranza, la libertà della scienza e dell’insegnamento garantita dalla Costituzione e tutelata dalla legge ordinaria dello Stato non è riducibile a delibera collegiale.
In fede, Prof.ssa Luisa Pisciotta
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Aggiungiamo un’altra mozione che abbiamo appena ricevuto
Mozione/opzione di minoranza sulI’I.A.
Al DIRIGENTE SCOLASTICO AL COLLEGIO DOCENTI
AL CONSIGLIO D’ISTITUTO
OGGETTO: Mozione/opzione di minoranza cx art. 3 D.P.R. n. 275/1999 sull’utilizzo didattico dell’AI
I sottoscritti docenti dell’I.I.S.S. ***, ritengono che l’utilizzo didattico delle tecnologie digitali debba necessariamente attenersi ad un principio di cautela ed essere pertanto circoscritto, a stretta discrezione del/la docente, a campi di applicazione ove i vantaggi risultino di incontrovertibile evidenza e risulti assente qualunque utilizzo che possa ledere i principi etici, i diritti garantiti dal GDPR per i dati degli utenti e nel rispetto dell’ambiente.
Ad avviso degli/lle scriventi l’introduzione dell’ “Intelligenza Artificiale” nella didattica, sotto forma di software LLM aggrava i rischi già presenti nell’utilizzazione delle altre tecnologie digitali, come la diffusione di modelli di interazione e comportamento che rischiano di spingere studenti e docenti verso una diminuzione della libertà del pensiero e della qualità dell’apprendimento e della relazione umana.
Pertanto, condividendo il pensiero di migliaia di docenti che costituiscono «una comunità globale di professionisti dell’istruzione che rifiuta l’adozione dell’intelligenza artificiale generativa (GenAI) nelle scuole e nelle università e respinge la narrativa della sua inevitabilità», i sottoscritti docenti si rifiutano:
di utilizzare l’I.A. per valutare o fornire feedback sul lavoro degli studenti, o per progettare i corsi;
di promuovere prodotti istituzionali basati su modelli sviluppati in modo non etico come ChatGPT, Claude, Copilot, Gemini, Grok o Llama ed in forza di partnership tra aziende e istituzioni pubbliche che minano la libertà d’insegnamento sancita e garantita dalla Costituzione Italiana;
di accettare acriticamente l’agenda commerciale di persone che non sono neppure educatori;
di formare studenti/esse all’uso di strumenti che sostituiscano il loro impegno intellettuale e il loro sviluppo;
di chiedere a studenti/esse o al personale di violare lo spirito dell’integrità intellettuale della comunità promuovendo l’uso di prodotti non etici;
di riscrivere la programmazione disciplinare per inserirvi l’I.A. generativa allo scopo di «sviluppare l’alfabetizzazione all’I.A.»;
di contribuire all’erosione della libertà d’insegnamento, costringendo i/le docenti ad adeguarsi a tecnologie che ritengono non etiche perché rischiano di produrre danni legali, etici e ambientali inaccettabili, tra cui lo sfruttamento del lavoro, la pirateria diopere di creatori e artisti, pregiudizi dannosi, disinformazione e aumento delleemissioni globali.
Per le ragioni sopra esposte i sottoscritti docenti sono contrari all’introduzione dell’intelligenza Artificiale nella didattica della nostra Istituzione scolastica e all’approvazione del relativo Regolamento. Rifiutano altresì qualunque formazione obbligatoria in merito e rivendicano il diritto di approfondire tutte le questioni riguardanti l’ “Intelligenza artificiale” attraverso uno studio e un confronto libero, critico, pluralistico, culturalmente e scientificamente fondato.
I sottoscritti docenti ai sensi della normativa sopra richiamata chiedono che il presente documento diventi parte integrante del PTOF.
Se la mozione non è approvata a maggioranza il testo si trasforma in un’opzione di minoranza ex art. 3 D.P.R. n. 275/1999.
