Tornare a scuola

Il paradosso del patagogista. Secondo qualche sedicente esperto gli studenti, ancora sprovvisti di sufficienti basi culturali e impossibilitati perciò a contestualizzare le conoscenze, andrebbero lasciati il più possibile all’apprendimento “autonomo”; gli insegnanti invece, che hanno alle spalle dei lunghi e approfonditi percorsi conoscitivi, dovrebbero essere sottoposti a una formazione coatta – abbiamo sentito persone conContinua a leggere “Tornare a scuola”

Lo studio degli insegnanti: aggiornamento culturale o “formazione” coatta?

Nel PTOF di un istituto superiore di Roma è stata inserita questa postilla riguardante la formazione degli insegnanti. Ci sembra utile riportarla qui: Per formazione si intende l’aggiornamento dei docenti sui fondamenti epistemologici e sugli sviluppi delle proprie discipline, l’approfondimento delle principali questioni culturali del nostro tempo, alla cui interpretazione l’insegnante è chiamato a guidareContinua a leggere “Lo studio degli insegnanti: aggiornamento culturale o “formazione” coatta?”

Sulla “riforma” degli istituti tecnici e professionali

di Marco Cerase Vorrei portare un punto di vista diverso sulla quadriennalizzazione dei tecnici. Ho frequentato l’istituto tecnico nella seconda metà degli anni ’80. Per come funzionava allora non c’erano grosse differenze con un liceo scientifico a livello di preparazione nelle discipline di base, mentre le materie “di indirizzo” servivano più che altro a creareContinua a leggere “Sulla “riforma” degli istituti tecnici e professionali”

L’identità confusa degli adolescenti e il compito degli adulti

Il presente articolo, scritto a quattro mani da un insegnante, Luca Malgioglio, e da uno psicoanalista, il dottor Alessandro Zammarelli*, frutto di riflessioni, discussioni e confronti nell’ambito dell’associazione Agorà 33-Gruppo La nostra scuola, è stato pubblicato sulla rivista “Le Nuove Frontiere della Scuola” (numero 61 – 2023,“La fluidità ”) *psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista SIPre – SocietàContinua a leggere “L’identità confusa degli adolescenti e il compito degli adulti”

La scuola che c’è

La centralità del nullaA sentire parlare di “centralità dello studente” potevamo illuderci che ci si fosse finalmente decisi a ridurre il numero degli studenti per classe e che gli “esperti” che parlano di scuola senza farla si fossero trasformati tutti in psicoterapeuti, capaci di comprendere le dinamiche profonde delle persone in crescita, comprese quelle cheContinua a leggere “La scuola che c’è”

La formazione, le competenze, la storia

La formazioneCi sono corsi di “formazione” in cui gente che non ha mai insegnato e non si è mai rapportata con bambini e adolescenti prescrive ai futuri insegnanti di non insegnare nulla ma di diventare “facilitatori”, “orientatori”, “coreografi” dell’apprendimento. Questi corsi assurdi, del tutto autoreferenziali e unidirezionali, si basano su pochissime formule astratte e sclerotizzateContinua a leggere “La formazione, le competenze, la storia”

Probabilità e mistificazioni

I Da molto tempo autorevoli esperti e istituzioni nazionali e internazionali hanno lanciato l’allarme sulle conseguenze negative dell’iperconnessione e di un uso eccessivo di alcuni strumenti tecnologici sulle capacità cognitive e la crescita emotiva dei giovanissimi. Ultimamente però stanno spuntando anche delle “controincheste” in cui si afferma, in buona sostanza, che attorno a smartphone eContinua a leggere “Probabilità e mistificazioni”

Il capolavoro, gli orientatori e la fine della scuola

Trasformare la scuola che istruisce ed educa in certificatrice di “competenze” (previa abolizione dei voti), in “orientamento”, “capolavoro”, precoce curriculum para-aziendalistico… In questo contesto non spetta più agli insegnanti sapere quali sono le conoscenze fondamentali da proporre, aiutare gli studenti ad acquisirle, verificarne l’acquisizione: l’insegnante dovrebbe diventare facilitatore di apprendimenti autonomi, trasversali e non cognitivi,Continua a leggere “Il capolavoro, gli orientatori e la fine della scuola”

Di studenti, didattica e altro

I Agli studenti piace molto quando si spiegano loro le cose, un po’ perché hanno una curiosità insopprimibile e mantengono sempre un filo di speranza nel fatto che gli adulti possano appagarla, un po’ perché mentre si dialoga si accorgono che ci si sta rivolgendo proprio a loro e si sentono considerati e rispettati nelContinua a leggere “Di studenti, didattica e altro”

Una conoscenza artificiale?

L’Intelligenza Artificiale, in sé, potrebbe non essere un problema ma uno strumento utile e divertente. Il problema sta in un’idea preesistente all’AI, e che attraverso l’AI viene portata ulteriormente avanti: quella cioè per cui la conoscenza non è ciò che sta dentro l’essere umano ma ciò che sta fuori. L’idea l’ha sintetizzata bene, in modoContinua a leggere “Una conoscenza artificiale?”